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PROGETTO PASOLINI Lineamenti, obiettivi ed attivit Il progetto Pasolini della Fondazione Goldoni di Livorno, dopo il primo incontro nell edizione 2007 di Comizi di Maggio in gran parte dedicato al rapporto fra il grande intellettuale-artista e il teatro (rapporto che va ben oltre la pur importantissima produzione drammatica), questanno si caratterizzer per una riflessione critico-storiografica sulle stagioni di quel Nuovo Teatro che da allora, nonostante crisi, esaurimenti e involuzioni, attraversando tre generazioni, ha cambiato in maniera irreversibile il mondo della scena e della drammaturgia italiane, fino ai suoi esiti attuali, postnovecenteschi. Il Progetto: Premessa e lineamenti - Comizi di Maggio 2007

"Pasolini / Ivrea: due manifesti a confronto per ripensare quarantanni e pi di Nuovo Teatro in Italia Seminario 23.10.2008 Ultima notizia Gioved 23 ottobre, ore 17-20 al Teatro Goldoni PASOLINI/IVREA: DUE MANIFESTI A CONFRONTO Seminario (aperto al pubblico) Si tenuto gioved 23 ottobre, dalle ore 17 alle 20 presso la Sala Mascagni dello storico Teatro livornese un nuovo articolato momento del Progetto Pasolini della Fondazione Teatro Goldoni Goldoni: Marco De Marinis, Professore ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo nel dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Universit di Bologna (Corso DAMS), ha coordinato il seminario Pasolini / Ivrea: due manifesti a confronto per ripensare quarantanni e pi di Nuovo Teatro in Italia da lui ideato. Si trattato di uniniziativa che nata con un compito preciso: individuare, alla luce di Pasolini, dei suoi scritti, della sua figura, della sua eredit teatrale, ipotesi storiografiche sul Nuovo Teatro italiano come materiali preparatori del grande seminario conclusivo del progetto che si terr sempre al Goldoni nel maggio 2009. Una discussione libera e informale, a cui ha assistito il pubblico, per un confronto ed unanalisi attraverso circostanziate relazioni e contributi di docenti e studiosi provenienti da specifiche facolt nazionali come Fabio Acca, Stefano Casi, Gerardo Guccini, Paolo Puppa, Cristina Valenti, Valentina Valentini. 
Tutto questo nellanno in cui ricorre il quarantennale del Manifesto per un Nuovo Teatro, scritto da Pier Paolo Pasolini e pubblicato per la prima volta sulle pagine della rivista Nuovi Argomenti (numero datato gennaio-marzo 1968): fu una provocazione, come nello stile dello scrittore bolognese, rivolta anzitutto contro lomonimo manifesto-convegno di Ivrea del 1967 che radun nella cittadina piemontese il meglio fra gli autori, gli attori, i registi, gli organizzatori e i critici che in quegli anni stavano cercando strade alternative, nellinventare/produrre/distribuire teatro, rispetto al sistema degli Stabili e della scena commerciale. Pasolini prendeva cos le distanze tanto dal teatro della Chiacchiera quando dal teatro del Gesto o dellUrlo, a favore invece di un teatro di Parola, cio di idee. Il progetto Pasolini della Fondazione Goldoni di Livorno, dopo il primo incontro nell edizione 2007 di Comizi di Maggio in gran parte dedicato al rapporto fra il grande intellettuale-artista e il teatro (rapporto che va ben oltre la pur importantissima produzione drammatica), questanno si caratterizzer per una riflessione critico-storiografica sulle stagioni di quel Nuovo Teatro che da allora, nonostante crisi, esaurimenti e involuzioni, attraversando tre generazioni, ha cambiato in maniera irreversibile il mondo della scena e della drammaturgia italiane, fino ai suoi esiti attuali, postnovecenteschi. Questi i temi delle relazioni che saranno illustrate durante il seminario: Il Manifesto di Pasolini e la cultura d'avanguardia: una rimozione, Le poetiche degli artisti e gli stati generali del teatro: Pasolini vs Ivrea", La crudelt non fa per me - Pasolini, Artaud e il teatro del quasi, "Il teatro delle persone: eredit e dirottamenti post-pasoliniani nel nuovo teatro italiano", Il paradosso dello spettatore. Proposte per una nuova mappa del nuovo teatro. Questo il programma dei lavori del seminario del 23/10/2008 PASOLINI/IVREA: DUE MANIFESTI A CONFRONTO PER RIPENSARE QUARANT'ANNI E PIU' DI NUOVO TEATRO IN ITALIA Seminario ideato e coordinato da Marco De Marinis Professore ordinario di Storia del Teatro e dello Spettacolo nel dipartimento di Musica e Spettacolo della Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Bologna (Corso DAMS) Relatori Valentina Valentini Il Manifesto di Pasolini e la cultura d'avanguardia: una rimozione Valentina Valentini, studiosa dei problemi dello spettacolo nel Novecento, insegna e Teorichedell'immagine elettronica per lo spettacolo presso il dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell'Universit "La Sapienza", Roma e allUniversit della Calabria ( corso di Laurea in Dams ). Ha dedicato vari studi storici e teorici al teatro del Novecento Paolo Puppa "Pasolini: Il primo teatro e la palinodia del manifesto" Paolo Puppa, Professore ordinario di storia del teatro e dello spettacolo alla Facolt di Lingue e Letterature Straniere dell'Universit di Venezia, direttore del dipartimento delle arti e dello spettacolo. Autore drammatico, collabora, in qualit di dramaturgo e di consulente, a messinscene sul repertorio classico e moderno, con attori e registi autorevoli Gerardo Guccini Le poetiche degli artisti e gli stati generali del teatro: Pasolini vs Ivrea". Gerardo Guccini, Docente di Storia del teatro e dello spettacolo presso il DAMS dellUniversit degli Studi di Bologna, studioso e ricercatore, ha pubblicato saggi e articoli su numerose riviste specializzate Fabio Acca La crudelt non fa per me- Pasolini, Artaud e il teatro del quasi Artaud e il teatro della crudelt costituiscono il paradigma attraverso il quale cogliere e rileggere a distanza di tempo la lunga degenza riservata per molti anni al pensiero teatrale di Pasolini, e la sua estromissione anche allinterno del sistema storiografico del Nuovo Teatro. Per comprendere il lungo esilio del teatro di Pasolini dalle pratiche del Nuovo Teatro, credo sia particolarmente efficace ritornare proprio alla sua esplicita distanza da Artaud, perch il grande poeta francese stato per la ricerca teatrale italiana, fin dalla sua dichiarazione di esistenza, lelemento chiave sia per una propria autopercezione, sia per una esposizione di identit. Ci che dunque importante mettere a fuoco in questa sede non tanto il rapporto diretto, non mediato, tra lopera di Artaud e Pasolini, quanto piuttosto ci che Pasolini connette con il termine crudelt al di l di una generica appartenenza al territorio dell'avanguardia; che tipo di teatro egli associa a questa parola, quale linguaggio della scena e dellattore. Solo da questa dichiarazione di differenza possibile rinvenire, oggi, i tratti pi originali del suo teatro, rimodellato sulla figura emblematica del poeta. Fabio Acca, critico e studioso di teatro. Svolge attivit didattica e di ricerca presso il DAMS di Bologna. Come studioso, si occupa di nuova performativit e collabora con riviste specializzate di settore. Nel panorama della critica teatrale italiana tra i fondatori e sostenitori della figura del critico impuro. Cristina Valenti "Il teatro delle persone: eredit e dirottamenti post-pasoliniani nel nuovo teatro italiano" Cristina Valenti docente di Storia del Nuovo Teatro presso il Corso di Laurea Magistrale in Discipline dello spettacolo dal vivo presso l'Universit di Bologna. Si occupa di teatro di interazione sociale e di impegno civile e della ricerca teatrale delle giovani generazioni (in particolare come direttore artistico del Premio Scenario). Saggista, collabora a varie riviste teatrali e culturali. Svolge collaborazioni drammaturgiche e organizzative per diversi artisti, compagnie e strutture teatrali Stefano Casi Il paradosso dello spettatore. Proposte per una nuova mappa del nuovo teatro. Stefano Casi, laureato al Dams di Bologna con una tesi sul teatro di Pasolini, vincitrice del Premio Pasolini e segnalata al Premio Zorzi per il Teatro. Giornalista professionista, ha lavorato come giornalista culturale e critico per quotidiani e riviste. |