Gli ambiti progettuali in cui il Teatro di Tradizione livornese si è mosso in questi ultimi anni mantengono la loro validità con la ricerca del "senso" del fare Teatro nel solco dell'insegnamento e delle intuizioni di un intellettuale come Pier Paolo Pasolini, rotta che abbiamo assunto attraverso un preciso percorso progettuale come uno dei cardini della nostra azione.
Tutto ciò non ha mai voluto dire scivolare verso un accezione di Teatro militante che non ci appartiene o la ricerca di "etichette" culturali di parte o di comodo. Abbiamo voluto, allora, interrogarci e confrontarci con il pubblico e continueremo a farlo intorno a questioni che riteniamo basilari: dove va il Teatro oggi, con quali finalità e scopi ha senso proporlo e produrlo, come ci poniamo rispetto alla nuova drammaturgia, ammesso che questa esista o sia comunque incisiva.
Nostro intento è stato e rimane, quindi, quello di dare nel tempo un contributo intervenendo sul perché, per chi e per cosa facciamo teatro: proseguiremo, quindi, a mutuare l'inquieto spirito di ricerca ed il metodo seguito con grande coerenza e lucidità da Pasolini per indagare il teatro italiano,
in ogni sua forma e le sue multiformi contaminazioni sceniche, nell'ambito del Progetto Tedeté (Teatro del territorio) della Fondazione Goldoni, ormai avviato e già fecondo, che ha per oggetto la città di Livorno ed il suo territorio.
Il Sindaco di Livorno e Presidente della Fondazione Goldoni Alessandro Cosimi, ha bene evidenziato l'intendimento che ne sta alla base: "... Tutto questo perché la cultura sia vissuta per soddisfare interessi profondi insieme ad opportunità di svago per i giovani e non, ma sia vissuta anche come educazione alta, come costruzione di occasioni permanenti di dialogo e confronto e nello stesso tempo sia un fattore di sviluppo, di lavoro".
Concetti che bene si inseriscono in quel quadro generale di riferimento che a partire dalla passata stagione abbiamo sintetizzato ricorrendo alla figura ed al concetto del'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, come evidenziato dal Presidente del CdA della Fondazione Goldoni Marco Bertini: "Teatro come cerchio, come energia in movimento, come luogo dove accogliere e abbracciare chi la pensa come noi insieme a chi non la pensa come noi. Un teatro non di consumo, ma che consuma energie creative".
La Scena, quindi, come valore come investimento indispensabile per caratterizzare l'identità della città e per un Teatro luogo della necessità e dell'urgenza delle passioni, da vivere non solo come svago, ma come momento cruciale in un libero tragitto - personale e collettivo - di consapevole educazione.
Un teatro come spazio pubblico in cui poter trovare un battito individuale e collettivo intimo.