Gemma Bellincioni : la vita e l’arte – Conferenza di Fulvio Venturi 26/04/2017

Il nome di Gemma Bellincioni, la famosa cantante che fu la prima interprete del personaggio di Santuzza in “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni, è profondamente legato alla città di Livorno: a ripercorrerne la vita, le relazioni, il suo originale percorso artistico, con notizie e aneddoti rigorosamente documentati, sarà il musicologo e Presidente del Circolo musicale Amici dell’Opera “Galliano Masini” Fulvio Venturi, in una nuova conferenza in programma mercoledì 26 aprile, alle ore 16, presso la Sala Mascagni del Teatro Goldoni.

“La passione, il temperamento, la faccia tosta da vera grande interprete – anticipa Venturi – fece di lei e del suo compagno, il tenore Roberto Stagno, due ambasciatori della nuova scuola imposta da Pietro Mascagni, il Verismo musicale italiano. Una cantante storica che non vinse sempre, ma che fu sincera anche con l’amore”.

La musica di Mascagni non offrì a Roberto Stagno e Gemma Bellincioni solo momenti interpretativi d’alto livello. Giunti a Livorno nell’agosto 1890 per interpretare “Cavalleria” al Teatro Goldoni furono attratti dal paesaggio di Montenero e sulle alture della città mascagnana stabilirono il loro buen retiro a Villa Bianca, una magione che Gemma acquistò e che dedicarono al nome della figlioletta. Dalla villa scesero frequentemente nel capoluogo per prendere parte in diverse produzioni operistiche, tra le quali, notevolissime, quella di “Barbiere di Siviglia”, “La Traviata” e “Carmen” nel 1893, e quelle di “Manon” di Massenet e “Silvano” nel 1895. E dobbiamo dire che la “sora” Gemma, come fu familiarmente chiamata a Montenero la Bellincioni, seppe conquistarsi indissolubilmente l’affetto degli abitanti del luogo.

Oggi riposa in un monumentale sacello presso il Cimitero di Montenero.

Dopo le frequentatissime ed apprezzate conferenze su “Livorno Città di Teatri” che hanno permesso al pubblico di conoscerne la storia, i fasti, la sorte, dei numerosi ed ormai scomparsi palcoscenici che hanno animato dalla metà del ‘600 la città labronica, sarà ora possibile familiarizzare con un’artista che in quei teatri fu magistrale interprete. Ingresso libero fino esaurimenti posti.

 

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