Teatro Goldoni - 28 aprile 2017
Orario: 21

Fuori Abbonamento

Duo pianistico Ilio e Caterini Barontini

in collaborazione con Casa Editrice Sillabe

Un’imperdibile selezione di pezzi rari e inediti dei ragazzi di Liverpool, oggetti e memorabilia dei Beatles (dischi, libri, foto, ecc.) per la gioia degli appassionati.
Nell’Ottocento la fantasia del musicista si accendeva all’ascolto di arie d’opera, dando vita ad improvvisazioni e parafrasi in grado di sviluppare le risorse espressive del pianoforte e di farlo entrare prepotentemente nell’immaginario collettivo. Oggi il pianoforte è talvolta relegato nel museo della Storia.
Ilio Barontini è andato alla ricerca di un nuovo linguaggio pianistico al di là dei confini tra musica colta e leggera, partendo dai valori musicali dell’ars beatlesiana: una ricerca appassionata, iniziata con l’accostamento delle sue improvvisazioni alle musiche del repertorio classico-romantico e culminata con la stesura di due parafrasi da concerto che trattano i temi dei Fab Four con un paradigma compositivo “classico”.
L’ottima accoglienza avuta da una precedente versione concertistica (“Beatlemania: from Liverpool to Livorno”, all’interno della stagione Classica con gusto 2014 della Fondazione Goldoni con Menicagli pianoforti ed il M° Carlo Palese) ha stimolato la stesura di una partitura che da tempo Caterina richiedeva al padre.
Beatlemania (dal termine coniato negli anni ’63-’64 per indicare il fenomeno di delirio di massa con cui i fans accoglievano ovunque i Beatles) è diventato il titolo di un’opera per due pianoforti, pubblicata in due volumi dalla Casa Editrice Sillabe di Livorno (I volume: maggio 2015, II volume: giugno 2016).
L’opera ci offre la possibilità di rivivere lo spirito e l’atmosfera del periodo compreso tra l’uscita del primo singolo Love Me Do (5 ottobre 1962) e la dichiarazione ufficiale dello scioglimento del gruppo (10 aprile 1970).
L’Autore caratterizza la natura ritmica, melodica, armonica e timbrica di 74 canzoni dei Fab Four (34 nel I vol. e 40 nel II vol.) e ne esalta gli elementi di originalità attraverso divagazioni dal sapore bachiano, classico, romantico, jazzistico o della musica indiana.
I due pianoforti sono chiamati a svolgere un lavoro paritario, in un’atmosfera a tratti festosa e celebrativa, a tratti intrisa di lirismo e di nostalgia: una sorta di drammaturgia sonora che coniuga il ricordo e la citazione di motivi beatlesiani all’invenzione di temi originali con funzione di introduzione, di collegamento e di conclusione.
“Ascolta il colore dei tuoi sogni”, un verso di pura poesia di Tomorrow never knows, permea la composizione: l’Autore ha cercato di ricreare, con molteplici stili e soluzioni pianistiche, i colori della cornamusa, del sitar, delle percussioni e dei suoni elettronici (elaborati negli studi di Abbey Road diretti da George Martin), sintonizzandoli con il suo mondo interiore e con la sua visione creativa.
Il suo obiettivo non è descrittivo, ma espressivo, volto a dimostrare che il pianoforte è un formidabile mezzo di comunicazione, capace di raccontare la vita, i sogni e le speranze. L’energia ritmica, l’inventiva melodica e il respiro poetico di Beatlemania testimoniano una gioia pura del far musica e sono il segno di una creatività straripante che può offrire ai pianisti il terreno adatto per vivere il cambiamento e per incontrare la sensibilità del pubblico nella magia del quotidiano.
In occasione del concerto, il Presidente dei Beatlesiani d’Italia Rolando Giambelli introdurrà brevemente la serata e proporrà nell’hall del Teatro un’esposizione di documenti, immagini, strumenti ed altro materiale raro conservato presso il Museo dei Beatles di Brescia.

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