Art Bonus

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La Cultura è la storia d’Italia, è la sua identità.

L’articolo 9 della Costituzione promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Di fatto però l’Italia investe molto poco in cultura: in Francia il budget per la culturale va oltre il 2,5% mentre da noi è fermo all’ 1,1% del Bilancio dello Stato (media europea 2,2%).

Eppure c’è voglia di cultura.
Stiamo parlando senza dubbio di un settore in crescita. Neanche la crisi ha fermato i consumi culturali: la spesa annua delle famiglie italiane (spese per teatro, libri e cinema) è cresciuta del 2,2% nell’ultimo anno.
La cultura e la ricerca innescano innovazione, creano occupazione, producono progresso e sviluppo. La cultura conviene! Come abbiamo già detto, secondo i dati, lo Stato Italiano investe in cultura l’1,1% del Bilancio ma questo comparto concorre a produrre il 5,8% del PIL.

E’ un dato ormai accertato, in tutto il mondo vincono le città che più investono in cultura.
E’ in questo scenario che si colloca l’ART BONUS, un’occasione per far ripartire l’Industria Culturale. L’Art Bonus è una chiamata alle arti (come l’ha definita il Ministero); è un incitamento ad intervenire in un settore che tutti riconosciamo come fondamentale e centrale per il nostro Paese.
E veniamo a noi: il Teatro Goldoni E’ uno dei Teatri più grandi e più belli d’Italia e oggi rappresenta l’unica concreta occasione per far ripartire l’industria culturale sul nostro territorio.

Stagione 2015/16 121 sipari
1.773 contratti in 1 anno tra artisti e tecnici
Un Teatro che produce è una solida fonte di ricchezza per il suo territorio.
Il Teatro e la produzione teatrale sono fonte di occupazione diretta ed indiretta: artisti, tecnici, ma anche ditte, aziende, fornitori, distributori… 265 aziende coinvolte dall’attività del nostro Teatro nel solo 2016 (fornitori, aziende di servizio, hotel…)

La risposta del pubblico è più che positiva e in aumento:

Tot spettatori nella stagione appena conclusa 48.557
Una nuova stagione.
Il progetto:
1) potenziare la rete delle relazioni con la città e con il territorio,
2) ampliare la rete delle relazioni nazionali e internazionali.

Tutto questo comporta uno sforzo economico importante in un momento in cui la razionalità potrebbe invece suggerire un atteggiamento di prudenza e di attesa.
Noi invece siamo convinti che quando ami qualcosa lo devi espandare, non lo puoi solo conservare. Vogliamo produrre, vogliamo investire, vogliamo creare.

Gli esseri umani, sempre più esseri umani, più autori, più produttori di contenuti, più in confidenza con se stessi e più in relazione con gli altri: è questo il principale prodotto della cultura. Alla fine la cultura e l’innovazione servono a rafforzare, a estendere, a valorizzare la
nostra esistenza in tutta la sua pienezza. Più vita, è così che si fa.

Marco Leone
Direttore Generale

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