L’amico del cuore: il Defibrillatore

Il Goldoni di Livorno è un Teatro cardio-protetto

Il Goldoni di Livorno è un Teatro cardio-protetto dal giugno 2007, per la presenza costante di un Defibrillatore cardiaco e di personale appositamente formato all’uso di questo strumento salva vita, a protezione degli utenti e degli operatori.

Il Lions Club Livorno Host, nel 2007 nell’ambito del Progetto di cardio-protezione della città “Livorno Sicura, Cuore Sereno”, diffuse territorialmente Defibrillatori per la defibrillazione precoce e nello stesso tempo fu attivo nella creazione di un numero elevato di “laici” rianimatori (soccorritori comuni, non sanitari) per costituire una comunità di cittadini esperti in rianimazione cardio-polmonare ed idonei ad utilizzare la strumentazione necessaria in attesa dei mezzi di soccorso.

Per dare il via a questo progetto e per dare un segnale sulla necessità di dotarsi di questi apparecchi salva-vita alle strutture pubbliche e private ad alta concentrazione di pubblico, il Lions Club donò alla Fondazione Teatro Goldoni un Defibrillatore semi automatico e formò il personale tramite un corso tenuto dal Dott. Glauco Magini, ex primario di Cardiologia e dal Dr. Francesco Genovesi, allora Responsabile C.O. 118 ASL 6.

Alcune notizie sull’importanza del defribillatore

La possibilità di salvare persone colpite da arresto cardiaco, si riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento e dopo 8-10 minuti è prossima a zero. Inoltre, nei rari casi di sopravvivenza, il danno cerebrale residuo è tanto maggiore tanto più tempo è trascorso dall’arresto cardiaco alla ripresa del circolo. Il passare del tempo è pertanto il punto critico: infatti la sopravvivenza del paziente si riduce di minuto in minuto.
Poiché è praticamente impossibile far giungere al paziente personale sanitario e Defibrillatore in tempi inferiori a 8-10 minuti, è nel territorio e meglio ancora nel luogo dove si attua l’evento che bisogna trovare le modalità di intervento per trattare l’arresto cardiaco in tempi utili. E’ indispensabile che l’arresto cardio-circolatorio avvenga in presenza di testimoni esperti nella rianimazione cardio-polmonare di base e nella defibrillazione elettrica e che sul luogo sia disponibile un defibrillatore, unico strumento salva vita, in quanto in grado di interrompere l’aritmia che provoca l’arresto cardiaco, sia che questo si sia verificato a domicilio, per strada o nel luogo di lavoro. Questo oggi è reso possibile grazie ai Defibrillatori semi Automatici Esterni (DAE), macchine in grado di effettuare automaticamente la diagnosi di aritmia altrimenti fatale e di decidere se sia necessario lo shock elettrico del defibrillatore ed alla legge n. 120 del 3 aprile 2001 che consente l’utilizzo del DAE da parte di chiunque abbia avuto una formazione specifica al suo uso.

L’arresto cardiaco è un’emergenza cardiologica caratterizzata dalla cessazione improvvisa e prolungata della funzione di pompa del cuore.
L’incidenza dell’arresto cardio-circolatorio extraospedaliero è di circa 1/1.000 abitanti per anno. In Italia muoiono ogni anno di morte improvvisa provocata da arresto cardiaco circa 65.000 persone. L’arresto cardiaco extra ospedaliero, di cui spesso abbiamo notizie sui media, ha nei due terzi dei casi origine cardiaca, prevalentemente per malattia coronarica che spesso non è nota in precedenza.
Quale che sia la patologia di base, l’evento precipitante l’arresto cardiaco è, nell’80-90% dei casi, l’instaurarsi di un’aritmia quale la Tachicardia Ventricolare o la Fibrillazione Ventricolare. Queste aritmie impediscono la normale funzione di pompa del cuore e la circolazione del sangue con compromissione dell’ossigenazione degli organi. Il primo a soffrirne è il cervello, che inizialmente perde le sue funzioni, pur rimanendo ancora vivo per 4-6 minuti dopo di che si instaurano danni neurologici e cardiaci irreversibili e l’arresto cardiaco si trasforma in morte improvvisa.

Oggi esiste una soluzione al problema: la catena della sopravvivenza che consiste in:
– Accesso precoce ai servizi sanitari d’emergenza, con comunicazione immediata al 118.
– BLS (Basic Life Support ) precoce: in assenza di attività cardiaca e respiratoria spontanea, la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco esterno hanno il principale obiettivo di mantenere una minima circolazione di sangue ossigenato e rallentare il deterioramento delle cellule cardiche e cerebrali. E’ quindi fondamentale che tale trattamento sia il più precoce possibile. Queste manovre allungano il tempo in cui è possibile una rianimazione di successo, ma non possono interrompere l’arresto cardiaco aritmico in atto.
Defibrillazione precoce: è l’uso terapeutico di uno shock elettrico intenso e di breve durata, unico trattamento in grado di interrompere la tachicardia o la fibrillazione ventricolare e di ripristinare una contrazione cardiaca normale, anche prima dell’intervento medico. In caso di arresto cardiaco, la probabilità di successo della defibrillazione diminuisce rapidamente col passare del tempo, infatti è del 74% se viene attuata entro 3′, mentre dopo 6′ scende al 43%.
– ACLS (Advanced Cardiac Life Support) precoce: precoce intervento dei sanitari per instaurare o proseguire il trattamento intensivo del paziente con arresto cardiaco.