Teatro Goldoni - 02 Aprile 2026
Orario/i: 21

 

Prosa

A QUALCUNO PIACE CALDO

Giovedì 2 aprile 2026, ore 21
Dear Friend’s
Euridice Axen
A QUALCUNO PIACE CALDO
di Mario Moretti
Liberamente tratto dalla trama del film del film “Some like it hot” di Billy Wilder
regia Geppy Gleijeses
con Giulio Corso, Gianluca Ferrato
e con Maria Rosaria Carli, Stefania Barca, Salvatore Esposito, Antonio Tallura, Francesco Laruffa, Teo Guarini, Davide Montalbano, Michele Demaria.

PdS A QUALCUNO PIACE CALDO

La commedia teatrale “A qualcuno piace caldo“, tratta dal celebre film del 1959 di Billy Wilder, sarà in scena al Teatro Goldoni giovedì 2 aprile, ore 21, in una brillante versione diretta da Geppy Gleijeses. Protagonisti gli incontenibili e poliedrici Euridice Axen nel ruolo che fu di Marilyn Monroe, Giulio Corso in quello di Tony Curtis e Gianluca Ferrato in quello di Jack Lemmon che guidano un ricco e variegato cast di attori in uno spettacolo che omaggia il genio di Billy Wilder con un allestimento originale e travolgente di A qualcuno piace caldo. L’autore Mario Moretti ha saputo trasferire nella sua opera lo spirito inconfondibile della sceneggiatura originale di Some like it hot (1959) uno dei capolavori assoluti della storia del cinema, senza mai ridurla a semplice imitazione. Billy Wilder, considerato insieme a Kubrick e Fellini tra i più grandi registi di sempre, da Viale del tramonto a Sabrina, ha lasciato un’opera che merita di rivivere in teatro in una produzione di grande respiro. Siamo a Chicago nel 1929, epoca del proibizionismo: Tony e Joe, squattrinati musicisti jazz, sbarcano il lunario grazie a scritture improvvisate. Rimasti senza lavoro dopo un’irruzione della polizia in un locale clandestino, sono testimoni involontari di una strage ad opera di una gang. Scampati miracolosamente, e braccati dalla gang, tentano di far sparire le proprie tracce travestendosi da donne e facendosi chiamare Josephine e Daphne, aggregandosi quindi a una orchestra jazz femminile. Il racconto segue i due protagonisti nelle loro rocambolesche avventure, in primis quella di Tony che si innamora dell’affascinante cantante Zucchero a caccia di un miliardario da sposare, fino a quando le carte non verranno scoperte.
Tra equivoci, gag fulminanti e un imprevedibile triangolo amoroso, lo spettacolo affronta con ironia e leggerezza temi come l’identità, l’amore e la libertà, confermandosi un classico senza tempo della storia del cinema.

 

Allestire per il Teatro un titolo così unico e inimitabile è certo un’impresa da far tremare le vene ai polsi. Fortunatamente aver portato al successo una commedia della stessa levatura come “Arsenico e vecchi merletti” con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri mi conforta non poco. Ma mentre “Arsenico” si svolge tutto nella gotica villa delle ziette, qui ci troviamo di fronte a decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso. Ma con pochi oggetti e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni l’impresa non mi sembra impossibile. E se per la scenografia sono moderatamente tranquillo (ma ci sarà da lavorare, naturalmente), ho la fortuna di disporre di un cast eccezionale: Euridice Axen, attrice duttilissima e donna bellissima nei panni che furono di Marilyn Monroe, Giulio Corso giovane attore tra i migliori in Italia che ho già diretto in “Testimone d’accusa” (guarda caso un dramma giudiziario già adattato cinematograficamente da Billy Wilder) nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato, attore da me prediletto, tra i pochi che eccelle nel comico e nel drammatico, che si cimenterà con il ricordo di Jack Lemmon. E con loro un nutrito gruppo di caratteriste/i. La commedia che mettiamo in scena, libero adattamento della trama del film, fu scritta nel 1987 da Mario Moretti, indimenticato autore italiano e grande organizzatore culturale. E per finire vi rivelerò una chicca : più di 50 anni fa (ero un ragazzino) ebbi la fortuna di fare la comparsa nel film “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”. Il regista era Billy Wilder e il protagonista maschile Jack Lemmon! Ovvero i due regali più grandi che il cinema americano ci abbia fatto da quando i fratelli Lumiere hanno inventato il cinematografo. Eravamo in aliscafo tra Napoli e Ischia e naturalmente si giravano delle scene. I due geni erano di una semplicità disarmante (vallo a dire a tanti cialtroni di oggi), chiacchieravano nelle pause amabilmente con tutti e traspariva dai loro comportamenti un affetto e una serenità senza pari. A un certo punto della traversata si sedettero nella fila di poltrone davanti a me a chiacchierare animatamente. Chiesi, ero molto curioso, al direttore di produzione di cosa stessero parlando, immaginando un dialogo sui massimi sistemi filmici, ed egli candidamente mi rispose : “Stanno decidendo dove andare a mangiare il coniglio all’ischitana…”. Credo sia questo il segreto di un genio : “l’impresa eccezionale è essere normale” (Lucio Dalla)
Geppy Gleijeses regista

 

 

 

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