Duomo di Livorno - 19 Dicembre 2025

 

Fuori Abbonamento

CONCERTO DI NATALE

Venerdì 19 dicembre, ore 21- Duomo di Livorno (Fuori abbonamento – ingresso libero)
CONCERTO DI NATALE
direttore principale Eric Lederhandler
Solisti vincitori del concorso YOM 2025
Agata Bocedi
arpa
Teresa De Broeck
flauto

Programma: L’Enfance du Christ parte prima di H. Berlioz, Concerto per flauto e Concerto per oboe di AA.VV.

Andrea Calce Narratore/centurione
Costanza Cutaia Maria
Leonardo Galeazzi Polidoro
Carlo Morini Giuseppe
Piersilvio De Santis Erode
Coro del Teatro Goldoni
Maurizio Preziosi direttore del Coro
Orchestra del Teatro Goldoni “Massimo de Bernart”

WOLFGANG AMADEUS MOZART
Concerto per flauto e arpa in do maggiore, K. 299
Allegro – Andantino – Rondò. Allegro

HECTOR BERLIOZ
L’enfance du Christ – parte prima
1. Le Songe d’Hérode (Il sogno di Erode) – “Dans la crèche” (Nella culla)
2. Scena 1: Marche nocturne (Marcia notturna)
3. Scena 2: Aria di Erode
4. Scene 3: “Seigneur” (Mio signore)
5. Scene 4: Erode e gli indovini
6. Scena 5: La stalla a Betlemme “O mon cher fils” (O mio caro Figlio)
7. Scena 6: Coro degli angeli: “Joseph! Marie!” (Giuseppe! Maria!)

W. A. MOZART – Concerto per flauto e arpa in do maggiore, K. 299
Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791) è a Parigi quando compose, nel 1778, questa opera. Ma se la capitale francese lo aveva glorificato quando lo accolse ancora adolescente, al Mozart ventiduenne vennero riservate poche attenzioni. Da qui la necessità di trovare finanziatori che gli consentissero di soggiornare in Francia. E l’opportunità gli venne offerta dal Duca di Guines, che gli commissionò un concerto per flauto e arpa, per sé e per la figlia. Dall’iniziale entusiasmo per le capacità dei due solisti, complice il mancato pagamento dell’opera commissionata, Mozart passò ben presto a commenti di altro genere, in particolare sulla figlia, così come appare nella corrispondenza intercorsa con il padre Leopold: “non ha idee, non viene fuori nulla”. E ancora: “E’ sinceramente stupida e pigra”. La rabbia per la sfortunata conclusione dell’affare appare evidente nelle parole del genio di Salisburgo.
Unico esempio di concerto dove l’arpa figura tra gli strumenti solisti, il lavoro risente tecnicamente, dal punto di vista formale, dalla scrittura realizzata per musicisti dilettanti quali erano il Duca e la figlia. A questa “semplicità compositiva” Mozart affianca però una delicata melodia impreziosita dalla bellezza delle idee tematiche.
Articolato secondo la struttura classica in tre movimenti, il concerto ha inizio con l’Allegro, dove l’orchestra espone il tema prima dell’ingresso di flauto e arpa che dialogano in un continuo intreccio nel quale la melodia è messa in luce dalle capacità tecniche e timbriche dei solisti. Segue il movimento centrale Andantino nel quale possiamo apprezzare la grazia stilistica di Mozart, e che conduce alla chiusura del concerto con l’ultimo movimento Rondò. Allegro nel quale ritroviamo la freschezza timbrica e melodica già emersi nel primo movimento grazie alle sonorità dei due strumenti solisti.

H. Berlioz – L’Enfance du Christ
L’Enfance du Christ (l’infanzia di Cristo), Op. 25, è un oratorio composto da Hector Berlioz (La Côte-Saint-André, 11 dicembre 1803 – Parigi, 8 marzo 18969) che si basa sulla descrizione della fuga della Sacra Famiglia verso l’Egitto, secondo la versione contenuta nel Vangelo secondo Matteo. La maggior parte della composizione può essere datata tra il 1853 e il 1854 anche se vi è inclusa una sezione composta nel 1850 dal titolo La fuite en Egypte e che appare nella seconda parte. La prima esecuzione assoluta avvenne il 10 dicembre 1854 alla Salle Herz di Parigi sotto la direzione di Berlioz stesso. L’opera ebbe da subito un grande successo, e questo a dispetto della poca stima che i parigini avevano per il compositore. A tal proposito, va segnalato un aneddoto curioso. Le opere di Berlioz non erano ben accolte dal pubblico che affollava la sala da lui stesso diretta, ritenendo il compositore troppo presente nella programmazione. Decise così di firmare la composizione de La fuite en Egypte con un nome di un compositore inventato, Pierre Ducré, un musicista vissuto apparentemente nel XVII secolo e le cui opere si mormorava fossero state ritrovate durante i lavori di restauro della Sainte Chapelle. Visto il successo decretato a questa composizione, e svelato poi l’arcano, Berlioz decise poi di utilizzarla nella versione finale dell’oratorio.
Sebbene Berlioz non potesse essere considerato un religioso nel senso stretto del termine, la sua vita fu fortemente influenzata dal fascino esercitato dalla musica sacra. E questa influenza si riflette nella composizione, dove, a dispetto di una strumentazione leggera, si assiste alla maestrìa di Berlioz nello sviluppo del materiale sonoro realizzato grazie al sapiente utilizzo dei timbri e dei colori strumentali. In questa prima parte, ad esempio, caratterizzata dalla presenza di Erode, si comprende la drammaticità della sezione, realizzata grazie all’utilizzo di violoncello e contrabbasso ai quali fanno da contraltare tromboni e clarinetti che delineano il tormento del Re della Giudea. Il prezioso apporto dei solisti e del coro conferiscono all’Enfance du Christ quell’aria sì sacra ma al contempo popolare che ne hanno fatto un emblema delle musiche da eseguirsi nel periodo natalizio.

 

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