19 Agosto 2026
Orario/i: 19

 

TRAMONTO D’AUTORE

Mercoledì 19 agosto, ore 19
Gazebo Terrazza Mascagni, Livorno
TRAMONTO D’AUTORE
In collaborazione con Conservatorio “Pietro Mascagni” di Livorno

QUARTETTO DI OTTONI, e QUARTETTO DI SAX

QUARTETTO OTTONI: Gabriele Quirino e Zeno Carletti (trombe); Kevin Rinaldo (corno); Leonardo Tusi (trombone)
e QUARTETTO SAX: Luca Tarizzo (sax soprano); Leonardo Carbone (sax contralto); Aurora Gaggioli (sax tenore); Sara Greco (sax baritono)

PROGRAMMA

Ensemble ottoni

Ricercare – Canzon seconda, di Giovanni Gabrieli
Trumpet voluntary – Marcia del Principe di Danimarca, di Jeremiah Clarke
Come again, di John Dowland
Jupiter, di Holst
Medley su musiche di Morricone

Ensemble sax

Liber Tango, di Astor Piazzolla
Premiere Quatour, di Jean-Baptiste Singelée
Petite Quatour, di Jean Francaix
Tango II, da Quartetto secondo, di Roberto Di Marino
Medley su musiche di Morricone

Sax e Ottoni, uniti

Chinese Ragge, di Jean Matitia (arrangiamento Marco Vanni)

Nell’economia artistica del Mascagni Festival, i Tramonti d’Autore occupano uno spazio peculiare e prezioso: costruiti attorno all’ascolto intimo, sospesi nell’ora crepuscolare in cui la luce declina sul Gazebo della Terrazza Mascagni e il paesaggio diventa parte integrante della partitura. L’orario del tramonto porta con sé una dichiarazione d’intenti: la musica si offre come esperienza totale, in cui suono, luce e luogo si fondono in una percezione unica.
Il ciclo nasce da una volontà programmatica precisa realizzata in stretta collaborazione con il Conservatorio “P. Mascagni” di Livorno, istituzione che garantisce al progetto continuità formativa e radicamento nel territorio: aprire il festival alle molteplici declinazioni con cui il Novecento ha saputo rinnovare il linguaggio musicale, attraverso l’esecuzione degli allievi del Conservatorio. Dal jazz alla composizione colta, dalle correnti dell’avanguardia alle sintesi contemporanee, ogni appuntamento propone uno sguardo trasversale su un secolo di invenzione sonora — un secolo che Mascagni, con la sua irrequietezza creativa e il suo istinto narrativo, aveva contribuito a inaugurare.
Il filo che lega questi concerti al compositore livornese non è mai didascalico. Affinità più profonda che rimando diretto: il desiderio, comune a tutte le voci in programma, di fare della musica un atto di racconto e di emozione. In questo senso, l’eredità mascagnana si dimostra sorprendentemente viva e aperta al dialogo.

 

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