Dal 14/11 al 5/12 – Gli appuntamenti più importanti del FESTIVAL DI MUSICA BAROCCA “Hortus Harmonicus”
A LIVORNO TORNA IL FESTIVAL “HORTUS HARMONICUS”: DOPO 244 ANNI RIEMERGE DAL SILENZIO UN’OPERA DIMENTICATA DI CHERUBINIù
Dal 14 novembre al 5 dicembre la seconda edizione del Festival di Musica Barocca diretto da Federico Maria Sardelli e Roberto Sbolci. In programma la prima esecuzione in epoca moderna de «L’Adriano in Siria», opera giovanile di Luigi Cherubini rappresentata una sola volta a Livorno nel 1782. Apertura con un Gran Galà Händel al Teatro Goldoni.
Un’opera scomparsa dopo il suo debutto, una partitura ritrovata e una città che, dopo quasi due secoli e mezzo, si prepara ad ascoltarla nuovamente. È questo uno degli appuntamenti di maggiore interesse della seconda edizione di , il Festival di musica barocca che torna a Livorno dal 14 novembre al 5 dicembre, con la direzione artistica di Federico Maria Sardelli e Roberto Sbolci e la direzione organizzativa di Stefano Thrull.
Il 5 dicembre, alle ore 20, sul palcoscenico del Teatro Goldoni, andrà così in scena L’Adriano in Siria di Luigi Cherubini, dramma per musica in tre atti su libretto di Pietro Metastasio, una vera e propria operazione di riscoperta musicale che segnerà la sua prima esecuzione in epoca moderna. L’opera debuttò proprio a Livorno il 1 aprile 1782, per l’inaugurazione del Teatro degli Armeni (poi denominato degli Avvalorati, oggi scomparso) e da allora non è più tornata sulle scene. Una vicenda artistica rimasta per oltre due secoli in silenzio, oggi resa possibile dal ritrovamento della partitura avvenuta nel 2012 presso una biblioteca di Cracovia grazie al lavoro di ricerca dell’Accademia degli Avvalorati (mentre alla biblioteca del Conservatorio di Bologna sopravvive l’unica copia originale del libretto). Il progetto, realizzato da Modo Antiquo nell’ambito di Hortus Harmonicus e sostenuto dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal vivo ed in collaborazione con la Fondazione Teatro Goldoni, riporta così all’attenzione del pubblico e della critica un capitolo poco conosciuto della produzione del compositore toscano, allora giovanissimo ma già avviato verso una straordinaria carriera internazionale. Sul podio alla guida dell’orchestra barocca Modo Antiquo, lo stesso Federico Maria Sardelli, specialista di riferimento internazionale nella conoscenza, studio e valorizzazione del repertorio antico che contribuisce concretamente a ricostruirlo e a renderlo nuovamente eseguibile: “Confrontarsi con un titolo che non hai mai visto nel tempo alcuna minima prassi esecutiva neppure parziale – afferma – è sicuramente una sfida e rappresenta un’opportunità unica. La partitura risulta incompleta in alcune parti, ma il materiale che abbiamo è molto interessante e fornirà un ulteriore tassello per comprendere l’evoluzione del linguaggio musicale in Cherubini e più in generale verso quali meravigliosi approdi artistici il compositore fiorentino stava per arrivare nell’Europa del tempo”. Il titolo, che chiuderà il Festival Hortus Harmonicus, si avvarrà della regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini, artista che ha dedicato parte importante della sua carriera anche al patrimonio musicale meno frequentato del Seicento e Settecento in prestigiosi Teatri in Italia ed all’estero. Ma sarà un altro grande nome del Settecento musicale ad aprire il Festival, sempre al Teatro Goldoni: sabato 14 novembre, alle ore 21, il “Gran Galà Händel” inaugurerà la manifestazione con un programma dal carattere flamboyant che esplorerà la complessa duplice natura del genio di Georg Friedrich Händel: da un lato il maestro capace di esplorazioni intime e profonde; dall’altro l’architetto del fasto barocco. L’apertura sarà affidata alle atmosfere dell’opera Alcina, dove Händel mette a nudo la vulnerabilità e la forza delle passioni umane, mentre la seconda parte celebrerà invece il lato grandioso del compositore sassone attraverso la Suite n. II da Water Music con la sua vitalità regale e la Music for the Royal Fireworks con un’esplosione pirotecnica di trombe e corni. Dalle pieghe più recondite dell’anima alle grandi celebrazioni all’aperto, il programma restituisce il ritratto di un Händel universale, abile nel far vibrare tutte le corde dell’animo umano. Protagonisti della serata inaugurale ancora il M° Sardelli e Modo Antiquo insieme al soprano Valeria La Grotta. Accanto ai due appuntamenti al Goldoni, il festival, che ha il patrocinio della Regione Toscana, Comune di Livorno, International Handel Society, Diocesi di Livorno, Fondazione Teatro Goldoni ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, propone sei ulteriori ed originali occasioni d’ascolto (queste tutte ad ingresso libero), distribuite tra il Conservatorio Pietro Mascagni e alcuni dei luoghi più significativi della Livorno storica: dalla chiesa del Luogo Pio al Santuario di Montenero, dalla chiesa di San Ferdinando alla chiesa di San Francesco, all’interno della Fortezza Vecchia. Un itinerario musicale che attraversa differenti espressioni del repertorio sei-settecentesco: da Roma ‘600 con l’ensemble I Bassifondi a Lully à la Chapelle Royale con I Musici del Gran Principe, dalle Musiche per la Pietà di Antonio Vivaldi a Devoti Affetti con ARS Regia, fino a Händel in Toscana con I Solisti dell’Orchestra Barocca di Bologna. “Hortus Harmonicus si potrebbe definire un giardino immaginario – affermano ad una voce gli organizzatori – uno spazio dedicato alla coltivazione della musica antica, alla contemplazione delle sue bellezze e della sua spiritualità”. Non soltanto concerti, però, ma un progetto culturale che intende da una parte offrire un’occasione importante di approfondimento della Prassi della musica di quel particolare periodo storico grazie al seminario di Bettina Hoffmann presso il Conservatorio P. Mascagni, dall’altro favorire la (ri)scoperta del rapporto profondo tra la musica ed i luoghi che di quel periodo sono espressione. Nel Seicento e nel Settecento Livorno era, infatti, uno snodo fondamentale dei traffici mediterranei e dei rapporti con l’Europa, una città cosmopolita nella quale la vivacità commerciale si accompagnava a una significativa vita culturale e teatrale. Di quella stagione restano chiese, architetture e testimonianze artistiche di grande valore, mentre molti degli antichi teatri sono scomparsi. Un patrimonio in cui Festival Hortus Harmonicus afferma la propria identità, trasformando gli spazi storici in altrettanti luoghi di ascolto e riscoperta. A completare il programma sono previste, infatti, anche visite guidate gratuite, realizzate in collaborazione con la Cooperativa Agave, dedicate alla conoscenza della Livorno barocca e dei suoi principali monumenti. Giunta alla seconda edizione dopo l’esperienza inaugurale del dicembre 2025, Hortus Harmonicus consolida così la propria vocazione: fare della musica antica uno strumento di conoscenza, divulgazione e valorizzazione culturale, con interpreti di rilievo internazionale e un’attenzione particolare alla riscoperta del patrimonio musicale.