Il Teatro Goldoni protagonista in Estonia al Festival dell’Opera di Saaremaa
Il Teatro Goldoni di Livorno è protagonista in questi giorni in Estonia al Festival dell’Opera di Saaremaa, uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del paese baltico che dal 1999 trasforma l’isola in un polo di attrazione per appassionati provenienti da tutto il paese e dall’estero attraverso un cartellone ricco di suggestioni musicali e teatrali. Nella splendida cornice del Castello di Kuressaare, che ospita un imponente spazio teatrale capace di oltre 2000 posti, quattro le produzioni liriche portate dal Teatro di Tradizione livornese con Opera Music Management, il soggetto che gestisce l’Orchestra del Goldoni “Massimo de Bernart”, che stanno riscuotendo grande successo con sold out e repliche straordinarie: il capolavoro di Pietro MascagniCavalleria rusticana in dittico con il delizioso Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, La traviata di Giuseppe Verdi e L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. “Il Teatro Goldoni è l’ospite principale dell’edizione 2026 – ha dichiarato Ain Anger, direttore artistico del Festival – e porta a Saaremaa l’autentico spirito italiano attraverso l’Opera lirica, uno dei pilastri del teatro musicale europeo e per di più rappresentando Livorno, la città di Pietro Mascagni, grande innovatore dell’opera italiana”. A sottolineare l’importanza di questa collaborazione, la Ministra della Cultura estone Heidy Purga ed il Sindaco della contea di Saaremaa Rainer Antsaar, che in sede di presentazione dell’evento hanno evidenziato il ruolo centrale della manifestazione nel promuovere lo scambio culturale internazionale e nel valorizzare il territorio: “Il teatro musicale unisce culture e persone diverse, creando esperienze che continuano a risuonare ben oltre la fine di una serata estiva – ha dichiarato la Ministra – ed il programma di quest’anno presenta le migliori tradizioni dell’opera italiana, con produzioni del Teatro Goldoni di Livorno che riflettono eredità artistica ed energia creativa”. Concetti in piena sintonia con l’Assessora alla Cultura del Comune di Livorno Angela Rafanelli: “Vedere il Teatro Goldoni portare l’opera italiana fino in Estonia è motivo di grande orgoglio per Livorno. La cultura ha la straordinaria capacità di attraversare confini e lingue, creando relazioni autentiche tra comunità anche molto lontane. C’è poi un elemento che rende questa esperienza ancora più significativa: il mare. Livorno e Kuressaare sono città che dal mare hanno ricevuto identità, apertura e vocazione all’incontro. È bello che siano proprio la musica e il teatro a dare voce a questo legame, dimostrando che l’arte è uno dei linguaggi più potenti per costruire ponti tra i popoli e far conoscere al mondo la ricchezza della nostra città e della sua tradizione culturale. “È una grande opportunità per il Teatro della città di Livorno – evidenzia il Direttore amministrativo della Fondazione Goldoni Massimiliano Mautone – riaffermarsi all’interno di un contesto internazionale attraverso una programmazione, dà lustro al nostro Teatro ed alle opere del Maestro Mascagni: è un lavoro di continuità e perseguimento di quanto stiamo facendo e che ci consente di presentarci anche fuori d’Italia nel segno della qualità da vari punti di vista, sia per le masse artistiche che coinvolge (Orchestra e Coro) che tecniche, che hanno permesso di proporre allestimenti storici del Teatro”. “Il Saarema Opera Festival ha rappresentato per tutta la produzione una riprova delle enormi potenzialità che Livorno e il suo teatro possono avere su palcoscenici internazionali – afferma con soddisfazione il Direttore artistico dell’Orchestra del Goldoni Luciano Corona – 16.000 biglietti venduti, le capacità di management, gestione e realizzazione di prodotti culturali in campo internazionale, quattro opere e due concerti con Orchestra e Coro attori protagonisti, sono la migliore testimonianza di un’organizzazione che ci sta facendo apprezzare in uno dei festival più importanti del mondo”. Proprio sul versante istituzionale e artistico, il coordinatore del Festival, il direttore d’orchestra M° Marcello Mottadelli, ha richiamato ancora l’attenzione sul valore universale della musica come strumento di condivisione, sottolineando il ruolo attivo del pubblico nell’esperienza teatrale e celebrando l’identità culturale italiana proprio attraverso l’Opera lirica, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità e ricordando come questa affondi le proprie radici proprio in Toscana, terra di grandi protagonisti della storia dell’arte. Un festival in continua crescita, che ha nella sua cifra identitaria quella di caratterizzarsi come crocevia tra tradizione e innovazione, capace di aprirsi verso realtà diverse quale quella livornese, unendo interpreti internazionali, artisti estoni e nuove generazioni di spettatori in un’unica, condivisa esperienza culturale.