Teatro Goldoni - Dal 20 gennaio al 21 gennaio 2018
Orario/i: 20.30 - 16.30

 

Lirica

PIA DE’ TOLOMEI

Sabato 20 gennaio, ore 20.30 – Domenica 21 gennaio, ore 16.30

PIA DE’ TOLOMEI
Tragedia lirica in due parti di Salvadore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti
Edizione critica a cura di Giorgio Pagannone
Edizioni Casa Ricordi, Milano

direttore Christopher Franklin
regia Andrea Cigni
scene Dario Gessati
costumi Tommaso Lagattolla
luci Fiammetta Baldiserri

Orchestra della Toscana
Coro Ars Lyrica
maestro del coro Marco Bargagna

Nuovo allestimento del Teatro di Pisa
coproduzione Teatro di Pisa, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro Goldoni di Livorno
in collaborazione con Spoleto Festival USA

“Ricorditi di me, che son la Pia; / Siena mi fé, disfecemi Maremma: / salsi colui che ‘nnanellata pria / disposando m’avea con la sua gemma”. » Sono questi gli struggenti e celebri versi con cui Dante nel canto V del Purgatorio seppe dare voce e vita immortale ad una nobildonna soave e pudica la cui figura è tuttavia rimasta avvolta in un alone di mistero. Storia di gelosia, morte e perdono, Pia de’ Tolomei è un’affascinante e coinvolgente tragedia lirica tutta da scoprire di Gaetano Donizetti, uno dei compositori italiani che ha fatto la storia del melodramma, autore di capolavori assoluti come Lucia di Lammermoor e L’elisir d’amore. Un’autentica rarità per le scene, fortunatamente riscoperta negli ultimi anni da palcoscenici prestigiosi. Pia de’ Tolomei tornerà  il 20 gennaio  proprio al Goldoni dove ebbe le sue uniche rappresentazioni nell’estate del 1862.

Incontro tra poesia, storia e musica, Pia de’ Tolomei trova ulteriore forza nelle splendide parole romantiche di Salvatore Cammarano, uomo di teatro espertissimo, drammaturgo intelligente e moderno dell’800 che fu librettista prediletto da Donizetti, nonché collaboratore di compositori famosi quale Giuseppe Verdi.
La Stagione Lirica del Goldoni torna così al primo Ottocento italiano e al repertorio belcantistico;
composta per il Teatro La Fenice di Venezia, Pia de’ Tolomei (che, per la distruzione de La Fenice a causa di un incendio, debuttò il 18 febbraio 1837 al Teatro Apollo, oggi Teatro Goldoni), fu riscoperta in epoca moderna a Siena nel 1967. La sua fortuna esecutiva si è rafforzata in anni recenti, grazie a un’importante ripresa effettuata dalla Fenice di Venezia nel 2005 e documentata sia in disco che in dvd.

Un’opera oscillante tra atmosfere cupe e corrusche e le inflessioni del Donizetti più elegiaco, soprattutto nella parte della protagonista, che alla prima veneziana fu un grande soprano di origine livornese, Fanny Tacchinardi Persiani (Roma, 1807-1867), figlia e allieva del grande tenore livornese e violoncellista Nicola Tacchinardi (Livorno, 1772 – Firenze, 1859): Fanny debuttò proprio a Livorno nel 1832 e fu acclamata interprete di titoli di Bellini, Donizetti e del primo Verdi, tenendo a battesimo il capolavoro del Donizetti serio, Lucia di Lammermoor (Napoli, Teatro San Carlo 1835). A questa grande belcantista sarà dedicato idealmente l’esordio della Pia donizettiana a Livorno, con la direzione del giovane e affermato direttore statunitense ma italiano d’adozione Christopher Franklin, per la prima volta a Livorno, e il ritorno di un importante uomo di teatro del nostro territorio, Andrea Cigni, già noto al pubblico per la sua affascinante lettura di Paride ed Elena di Gluck realizzata una decina di anni fa sotto l’egida del Progetto LTL Opera Studio, affermatosi negli ultimi anni in Italia e all’estero in un repertorio che spazia da Monteverdi al repertorio belcantistico, fino a Verdi, Gounod, Bizet.

La vicenda: Pia, moglie di Nello, ghibellino, è corteggiata dal perfido Ghino, cugino del marito, ma lo respinge. Un giorno Ghino la vede abbracciare un uomo e, furente, convinto di una tresca amorosa (ma in realtà quell’uomo è il fratello di Pia, Rodrigo, di parte guelfa, che, prigioniero del cognato, lei ha aiutato ad evadere), rivela l’episodio a Nello. Imprigionata dal marito nella torre, Pia si vede offrire la libertà da Ghino in cambio del suo amore ma ancora una volta lei non cede. Colpito dalla virtù di Pia e messo al corrente della vera identità del suo presunto amante, Ghino si pente e, sul campo di battaglia, in fin di vita per una ferita, rivela la verità a Nello. Troppo tardi: questi prima di partire aveva commissionato al servo Ubaldo di avvelenare la moglie. Nello abbandona il campo di battaglia, precipitandosi al castello, dove però ormai la sposa sta morendo. Prima di spirare Pia esprime parole di perdono per tutti e ottiene la riconciliazione fra il fratello e il marito.

Pia de’ Tolomei è opera dove, com’è stato annotato, il contrasto tra la protagonista e i personaggi maschili principali si svolge all’interno di una giustapposizione più ampia e simbolica: affetti soavi e teneri per lei, violenza passionale e malvagità per gli altri. L’intera opera, del resto, vive di limpide simmetrie all’interno di una solida struttura drammaturgica, che conferisce forti significati espressivi

Mediagallery

Visita il Teatro Goldoni

Scopri i dettagli

Visita la Goldonetta

Scopri i dettagli