6° Imperatrice Paola

 

IL CAMPIONE DEL REGNO
Francesco Pini Laboratorio Giovani Adulti
In a box – origami theatre: “Bourdon non molla!”
Libero adattamento del racconto “Il falco pigro” di Bruno Ferrero.
“se volete sapere perché il protagonista si chiamma Bourdon,basta googlare il virgolettato”

 

Mirna Favilli Amica costumista della Bottega d’Arte
Mascherine très chic: artigianato improbabile di questi tempi.

 

Zoe Notartomaso Laboratorio Giovani
Legno, foglie, bucce di mandarino e agata, la donna ragno ha tessuto la sua tela per trattenere i buoni sogni e far volare via le cattive visioni nelle piume degli alberi insieme al vento. Capita a volte, a chi se ne prende cura, di trovare incastrati nella tela di ragno piccoli fili d’erba, ossa di grillo, gocce di rugiada: è il segno del passaggio della Regina Mab che vola durante la notte trainata dal suo stuolo di atomi impalpabili

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Marica Apostolo Gruppo Maia
Ai Fornelli

Ci vuole coraggio per affrontare il cambiamento imposto da un giorno all’altro.
Ci vuole intelligenza per intraprendere strade nuove.
Ci vuole fantasia per trasformare le insicurezze in opportunità.
Ci voleva il Coronavirus per mettermi ai fornelli!
Le mie mani non erano pronte a cucinare, a mangiare si, ma cucinare è tutta un’altra cosa.
Le mie mani sanno sfogliare un libro, scrivere, disegnare, accarezzare, ma con le pentole hanno sempre avuto a che fare lo stretto indispensabile.
Io, che ogni occasione è buona per andare al ristorante o in pizzeria, trascorro la giornata a preparare manicaretti, per la gioia di mio marito, felice di vedermi con il grembiule e il mestolo in mano.
Così, siccome tanto non lavoro, perché la didattica a distanza non è come lavorare e per tutte le cose da fare avremo chissà quanto tempo, cucinare e mangiare sono diventate le attività principali.
Si comincia la mattina con una colazione ricca e nutriente, tanto abbiamo tutto il tempo che vogliamo, poi la spremuta verso le undici, perché la vitamina C serve per le difese immunitarie, lo spuntino a metà pomeriggio e a pranzo e a cena bisogna sperimentare qualche ricetta.
Risotto al tartufo: risottare e mantecare. Per me il riso si tuffa nell’acqua bollente, si lascia cuocere per venti minuti, ignorandolo, si scola e via. Invece, risottare vuol dire cuocere versando acqua calda o brodo in continuazione, dopo aver preparato il primo soffritto della mia vita, e poi mantecare all’onda, perché se si tocca il riso il chicco si sciupa.
E’ venuto bene, purtroppo, perché c’è già la richiesta per un altro risotto.
Oggi stracotto alle verdure: cottura lenta e delicata, così la mattinata è già impegnata.
Quando usciremo dall’isolamento, colesterolo e trigliceridi ci aspetteranno al varco: va bene, faremo una dieta dimagrante e tutto si sistemerà. Anzi, voglio fare un fioretto: se tutto andrà bene, le mie mani non smetteranno di cucinare, ma solo una volta al giorno!
Si, tutto andrà bene.

 

Leonardo Corti Laboratorio Giovani Adulti
Video realizzato per il DecaMETROn indetto dalla bottega d’arte del teatro Goldoni di Livorno. Regia e Montaggio di Leonardo Corti giovani adulti, riprese e performance di Samuele Pasquali (teatro in spagnolo).

 

Arianna Barzocchini Laboratorio Teatro Voce e Gesto

 

Noemi Egizzo Laboratorio Giovani Adulti
Invenzioni improponibili con Leonardo da Vinci
All’improviso mi fu vietatto di uscire di casa.La Terra era stata colpita da un virus letale e non si riusciva a trovare una cura.Le giornate erano interminabili,per sfuggire alla noia andai in soffita,chissà magari averei trovato qualcosa di interressante.Non mettevo piede li da anni.La soffitta era piena di ragnatele,polvere e scartoffe sparse sul pavimento.Rovistando tra le scartoffie,trovai un libro interessante sulle invezioni di Leonardo da Vinci ed ebbi un’idea.Con i materiali che avevo a disposizione,mi misi all’opera giorno e notte per costruire una macchina del tempo.Finalmente dopo taanta fatica,la macchina era pronta.Il modello si basava sulla macchina volante di Leonardo,solo molro più piccola e maneggievole dell’originale.Cosi senza ulteriori indugi,azionai la macchina e mi riportò indietro nella Firenze del 1400,l’epoca del Rinascimento italiano.Trovare la casa di Leoanrdo era stato facilissmo con il libro a portata di mano non potevo sbagliare.La Firenze della mia epoca non era molto diversa dalla Firenze rinascimentale,cosi appena arrivata alla porta di casa bussai ad essa.Ad aprirmi fu Leonardo stesso,il suo aspeeto Draw un misto tra Silente e Gandalf,il volto segnato dalle rughe e dal tempo della vecchiaia.Leonardo mi guardò dall’alto in basso e poi anche se con riluttanza,mi fece entrare in casa.
LEONARDO:Qual buon vento ti porta fin qui.Chiaramente non sei di queste parti dico bene?
Io:Inefetti no,ci crederebbe se le dicessi che ho inventato una macchina per viaggiare nel tempo?
Leonardo aveva uno sguardo pensoso,ma accettò la storia era curioso di vedere la mia macchina del tempo.Cosi gli raccontai la storia.Volevo conoscere Leonardo per contruire una macchina insieme a lui per annientare il virus della mia epoca.Leonardo decise di aiutarmi.Cosi gli mostrai i disegni e lavorammo alla macchina.I giorni diventarano mesi,e finalmente la macchina antivirus fu pronta.La macchina era basata su un disegno molto semplice.Aveva una capsula di vetro,dove all’interno si dovrebbe bloccare il virus che viene risucchiato da dei bracci di legno robusti che catturano le scorie chimiche del virus dove all’interno della capsula capsula di ventro verrà annientato da un’eplosione.Era giunto il momento di andare.Avrei voluto lavorare insieme a Leonardo ancora per un po’.LEONARDO:Spero che con tutto quello che abbiamo fatto,la tua macchina funzionerà nell’intento,è stato un piacere lavorare con te amica mia.Avrei voluto venire con te,ma non si deve scherzaere con il tempo dico bene.”
IO:Si dici bene.Sarà meglio andare.Vedrai che un giorno ci rivdremo nella mia epoca.
Leonardo sorrise,prima di andare lasciai una lettera sul tavolo e presi la macchina antivirus.Poi salutai Leonardo,e azionai la macchina del tempo per toranre a casa.La macchina come previsto funzionò alla perfezione.La Terra ritornò pian piano alla normalità,tutto per merito di Leonardo da Vinci e le sue invenzioni improponibili.Grazie a lui ho imparato molto e spero che la Terra un giorno possa fare lo stesso.

 

Letizia Colonnacchi Laboratorio Teatro Voce e Gesto
La mia vita in un metro

Come si misura il tempo?…a ore, a giorni, a kili, a metri, a sorprese, a lacrime, a gioie, a sospiri, a amori…:

 

Di Riccardo massucco . Con Ilaria Moriconi e Mattia Lombardo Laboratorio Giovani Adulti

 

Francesca Ferrara Laboratorio Teatro Voce e Gesto
Autoritratto con magneti da frigo (2007-2020)(1 metro x 56 cm)

 

Francesco Orsini Coro Voci Bianche
Manometro: Il barattolo della speranza

 

Ambra Passetti Laboratorio Giovani Adulti
Mi chiamo Hook, i miei genitori fanno gli scienziati da 20 anni, sono cresciuto grazie a un’educazione forte che lasciava poche libertà e vi vorrei raccontare di un’esperienza che mi è capitata e mi ha aiutato a crescere.
Quando ero piccolo mi bastavano le poche libertà che i miei mi concedevano ma un giorno non né potevo più di nulla: né di questa educazione con poche libertà; né di affrontare i piccoli problemi quotidiani della vita di un giovane ragazzo; né di combattere contro la negatività per arrivare a un cosmico niente… vabbè si è capito ero stufo di tutto e di tutti.
Quindi un giorno quando i miei erano fuori per una conferenza scientifica decisi di scendere nello scantinato di casa dove avevano creato il loro laboratorio per decifrare pozioni che aiutavano le persone nella propria vita; mi colpirono delle boccette molto colorate e dato che sapevo che non avevo tantissimo tempo presi quelle che mi colpirono di più e ritornai in camera mia.
Ritornando in camera passai dalla cucina per prendere un bicchiere per mescolare queste pozioni, arrivato in camera chiusi la porta a chiave e mescolai tutte e 4 le pozioni e le buttai giù senza grossi problemi.
Il giorno dopo mi alzai dal letto mi preparai per andare a scuola e passando dallo specchio mi vidi cambiato, avevo un aspetto come i ragazzi fighi della tv che hanno molte ragazze, ma non ci diedi troppo peso e affrontai la mia giornata quotidiana come sempre. A un certo durante l’intervallo vidi che tutte le ragazze mi consideravano tranne Lucia, ragazza con la quale ci sono cresciuto fin da piccolo, mi piaceva questa attenzione quindi della sua non considerazione me ne fregai; quel giorno ci furono diverse verifiche e andarono tutte alle grande arrivai sopra ai miei limiti… andò avanti così per varie settimane fino a che durante l’intervallo salutai nel corridoio Lucia e lei non ricambiò da quel momento capii che la vita di prima non era così tanto imperfetta quindi appena tornato a casa raccontai tutto ai miei loro si misero sotto per trovare un antidoto e appena trovato me lo fecero bere e subito dopo mi misero in punizione. Non fate come me state nelle cose semplici e imperfette

 

Matteo Trematerra Laboratorio Giovani Adulti
Titolo: San Giorgio trafigge il drago
In questa foto è rappresentato, tramite una rudimentale opera di artigianato, l’eroico gesto di San Giorgio che trafisse il drago, divenuta immagine simbolo della repubblica marinara di Genova, comprensiva di: Un compasso(San Giorgio), uno stuzzicadenti(la lancia che San Giorgio impugnava nella mano destra), una moneta delle vecchia duemila lire(lo scudo che egli teneva nella mano sinistra) e un tubetto di dentifricio usato(il drago).

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