4° Regina Niki

 

IL CAMPIONE DEL REGNO
Giordana Franceschi e Filippo Parlanti Laboratorio Musical
Next to me

 

Chiara Bersotti Laboratorio Giovani Adulti
Canzone -Dalla- Quarantena

 

Renata Bachini Laboratorio Adulti
L’amore è anche questo, salvare i piccoli della natura!

 

Annalisa Cima Fuori Concorso

 

Regina Niki Fuori Concorso
Zero 01

Tre giorni. Mi ha lasciato dormire tre giorni. Quasi non ci credevo. Erano mesi che non mi lasciava dormire per più di due giorni di fila. Certo non per cortesia, è questo virus che fa la differenza: tutti a casa. E quelli che non ce l’hanno o si nascondono per non farsi arrestare o si dimenticano di esistere e diventano invisibili: si mimetizzano con i muri ed il cemento, si spalmano lungo le scale delle chiese.
Le cinque in punto e io già fuori a contare i miei passi, lui mi parla da dentro e io cammino. Vado verso il ponte che porta al mercato, sulla destra un vicolo con una fontanella e le casse di legno accatastate sul marciapiede.
“Non lo vedi, Zero? Dormi ancora?”
No, non lo vedo, ah sì, ecco. Mi avvicino, la puzza è rivoltante, faccio un salto all’indietro e respiro voltando la faccia. Perché a me?
Ehi, amico, svegliati.
Se n’è andato.
Cosa stai dicendo, aspetta.
Mi avvicino, in apnea, gli scosto la coperta dalla faccia e vedo due occhi che mi guardano e le labbra che si muovono appena, lo tiro sù e lo appoggio con la schiena alla fontanella, gli bagno il viso, lui fa un movimento inconsulto e si accascia sul selciato.
Ehi, aspetta non morire.
Lui farfuglia qualcosa senza muovere la testa, gli occhi chiusi.
Che devo fare?
Aspettare.
E poi?
Poi se ne andrà.
Ma ti sembra giusto?
Preferivi che se ne andasse da solo?
Che ne so, io non sono un prete, e nemmeno un angelo.
Questo è sicuro.
E allora, che ci sto a fare qui?
Guardalo, sta cercando di dirti qualcosa.
Mi avvicino alla sua bocca, ma non riesco a capire niente, lui mi tocca il braccio con la mano fa cenno di prendere qualcosa dalla tasca del cappotto.
Trovo una busta di plastica con delle foto e dentro un borsellino rosso.
Mi guarda, sorride, prende la busta, tira fuori una foto e me la dà, sono due ragazzi in piedi accanto a una donna anziana, sono identici, la stessa faccia, lo stesso sorriso.
“Mio fratello, alla chiesa.” Poi più niente.
È finita. Puoi andare.
Andare dove?
Alla chiesa, dal fratello.
È lui?
A lui ci penso io.
Ah, ok.
L’uomo è sulle scale di marmo, gli stessi occhi, le lacrime gli scendono sulle guance mentre stringe quel piccolo tesoro di plastica che il fratello gli ha regalato, un amore di traverso, ma chi può dire che non sia amore?

Niki

 

Marta Serraglini Laboratorio Giovani Adulti

 

Gaia Cappelli Laboratorio Giovani
“digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre”

 

Marica Apostolo Corso Maia
L’Amore ai tempi del Coronavirus

Nella quotidianità frastornata di giorni comandati da un nemico invisibile è l’Amore che respira nel tempo rovesciato di storie che non saranno mai dimenticate.
Storie di solitudine e dignità, storie di anziani che cedono il passo alla vita e aspettano la fine con gli occhi pieni di arcobaleni.
E’ l’Amore che stringe le mani rugose, che sostiene il passo durante l’ultimo viaggio, che illumina l’ultima notte.
Storie di egoismo e presunzione, storie di giovani che sfidano il destino per sentirsi potenti e negano la paura per non affrontare la realtà.
E’ l’Amore che ignora le regole, che non ascolta i consigli, che presenterà il conto se ci sarà un conto da pagare.
Storie di eroismo e rabbia, storie di donne e uomini che combattono senza armatura e gridano BASTA ma non possono arrendersi.
E’ l’Amore che accende la compassione, che tiene insieme le membra stanche, che muore per salvare il salvabile.
Storie di dolore e abbandono, storie di bare che hanno appena un nome e un cognome e si avviano alle fiamme in un corteo macabro al suono di preghiere mute.
E’ l’Amore che asciuga lacrime infinite, che consola famiglie prigioniere, che rialza i cuori prostrati.
Storie di mancanza e struggimento, storie di abbracci virtuali che si consumano nel ricordo di un bacio e si illudono che tutto andrà bene.
E’ l’Amore che difende i colori della vita, che accarezza i volti adorati, che si ostina a sognare il ritorno a casa.
Storie di mostri e fantasmi, storie di incubi a occhi aperti che sputano veleno nei giorni e nelle notti e vogliono la resa dei sopravvissuti.
E’ l’Amore che non distingue tra il buio e la luce, che rimane al capezzale di chi non dorme più, che concede una tregua nel delirio dell’attesa.
Storie di potere e arroganza, storie di politici che mandano in guerra un esercito inerme e ingannano il popolo per riparare errori ormai irreparabili.
E’ l’Amore che pronuncia parole che non dicono niente, che decreta la certezza della catastrofe, che rivela l’ignoranza di chi si crede superiore.
Storie di giochi e sorrisi, storie di bambini che corrono nei prati della fantasia e abbattono le mura domestiche urlando di gioia.
E’ l’Amore che mette le ali ai piedi, che canta canzoni antiche, che disegna ombre leggere.
Storie di reclusione e convivenza, storie di genitori, lavoratori, studenti e pensionati che agiscono il cambiamento e applaudono dalle finestre.
E’ l’Amore che nutre l’istinto alla speranza, che brucia di passioni congenite, che celebra la bellezza alleata della resilienza.

 

Francesco Orsini
L’amore al tempo del Coronavirus

 

Filippo Maria Fantini Coro Voci Bianche
La mia famiglia

 

Francesca Vigneri Laboratorio Giovani Adulti
“Vicini ma irraggiungibili”

 

Rebecca Maria Luna Laboratorio Giovani Adulti
Ogni mattina, poco prima delle 8, dopo aver finito di mangiare, una belva viene nel mio letto e mi sveglia perché vuole le coccole. Mettendomi il muso davanti alla faccia e facendomi sentire l’odore del cibo per gatti.
Quando finalmente si mette comodo sotto le coperte e posso tornare a dormire mentre gli accarezzo la testa nel sonno, dopo un po’ vengo svegliata da uno strano rumore.

IL TERREMOTO?
È SCOPPIATA LA GUERRA?
GLI ALIENI CI ATTACCANO?

Ah no. È il gatto che fa le fusa.

Poi ho le lezioni su Microsoft Teams.
E non è facile studiare informatica con un gatto che ti cammina sulla tastiera.
Oppure che miagola e gratta la porta perché vuole uscire dalla tua camera.
Allora ti tocca alzarti dalla scrivania (rigorosamente al momento più difficile da capire della spiegazione che non dovresti perderti per nulla al mondo) per aprirgli la porta e farlo uscire.
Per poi sentirlo cinque minuti dopo che miagola e gratta la porta dall’altra parte perché vuole rientrare.

«Non c’era niente di interessante da vedere in cucina. Torno a dormire sul tuo letto.»

Prego, fa pure.

All’ora di pranzo cammina sotto al tavolo e le sedie, attendendo che qualche stupido umano faccia cadere un pezzo di carne.
Se provi a muovere un po’ il piede rischi di dargli un calcio e ti senti pure in colpa. Ma è lui che non doveva stare lì.

Se sei sul divano e devi alzarti per andare in bagno, stai certo che arriverà un felino a mettersi sulle tue gambe proprio in quel momento.

Almeno ti fa le fusa e sei felice.

E scurreggia.

Tranquillo. Fa come se non ci fossi.

Ma anche per lui non deve essere facile.
Prima qualcuno gli dava da mangiare la mattina e poi restava da solo tutto il giorno.
Adesso siamo tutti qui a rompergli sempre i co*****i.

«Che ci fate in casa mia?»
«Lasciatemi in pace, umani.»
«Sono le 7 del mattino e nessuno mi ha ancora dato da mangiare. Siete morti nel sonno?»

Alla fine ci dobbiamo sopportare a vicenda. E se non è vero amore questo, che cosa lo è?

Ehi, Spike!
Spike?
Me lo dai un bacino?

 

Leonardo Corti Laboratorio Giovani Adulti
Piccoli estratti quotidiani per relazioni a distanza.

 

Alessia Russo Laboratorio Giovani Adulti
Un amore contagioso

 

Alice La Rosa Teatro Bambino
Sfilata di moda nel regno

 

Francesco Poggiali per regalo a Goldonetta Laboratorio Giovani Adulti
Disegnando una volpe

Dalla mattina alla sera, oltre 10 di ore di lavoro compresse in pochi minuti, lo speed painting è una specie di “making of”, un’accelerazione temporale. Con questo video voglio invitarvi dentro quella sensazione impalpabile ed irresistibile che provo disegnando, un mix di adrenalina e passione, il richiamo dal profondo di una volpe rossa che vuole materializzarsi a poco a poco su di un foglio bianco.

“Non posso fotografarti ma posso disegnarti”

 

greta di nino Laboratorio
L’amore al tempo del Coronavirus

 

Riccardo Massucco e Ilaria moriconi Laboratorio Giovani Adulti

 

Partecipanti: Anna C. Anna P. Federico Filippo Ludovico Marta Rachele Arianna Laboratorio Giovani Adulti

 

Eliana Guarino Laboratorio Giovani
“Il covid muro che separa i nostri innamorati”

 

Marco Carnevali Laboratorio Musical
La finestra

Hey.
Mi senti?
Sono qui. Sì, proprio qui, accanto a te. O almeno, vorrei che fosse così.
Perché so che il dolore va condiviso, nella carne e negli sguardi sinceri. Ma l’attesa logora il sentimento, e in questi giorni di reclusione io non posso più aspettare.
Tu mi conosci. Siamo figli di un mondo che non ci vuole, esiliati dalla normalità.
Ed è stato nel distacco che tu mi hai trovato. Prima in una battuta, poi in una mano, e dopo … nell’amore.
Non so spiegare l’amore se non guardando il mare, e dunque il ricordo dei nostri fantasmi che danzavano nudi nell’acqua; oppure le foto di estati con i capelli colorati, viaggi in macchina e la musica come unica vera madre.
E in tutto questo farneticare di emozioni, io mi sono perso. Senza accorgermene.
Se ne è andato qualcosa, e i miei occhi e la bocca sono cambiati all’improvviso, uscendo dall’illusione. La guerra, ecco cosa mi ha avvelenato. Del mio cuore non percepivo altro che un suono fioco, chiuso in un sacco dell’immondizia e attaccato ai residui dell’odio della mia famiglia e di un’infanzia scavata in mezzo a un tunnel infinito.
Io sono ancora lì. Ma come potevi vederlo, tu che sei innocente? Tu sei rimasto nella bellezza, e hai provato a ricolmarmi della tua luce … invano. Io non ce l’ho fatta. Le parole non erano più mie. I giudizi, le menzogne, la superbia … appartenevano a un Dio amorfo e corrotto, totem della mia mente e macigno sulla mia sensibilità.
Adesso la stanchezza mi culla senza farmi dormire, mi imbocca con cibo senza più sapore. È stata lei a mostrarmi che da tempo non mi trovavo più nella mia casa, tra gli urli di mia madre e lo sconforto di una noia senza nome, ma in cima ad un grattacielo. E come esso fingevo l’imponenza, l’indistruttibilità. I miei sinonimi del vuoto.
Ecco, io vorrei scendere da questo palazzo e costruire una nuova casa. Certo, piena di ospiti e feste e gioia, ma ricolma di pace. Voglio danzare in silenzio, senza fare più rumore, in un ritmo che solo io conosco.
E soprattutto, voglio aprire quella finestra. Aprirla e respirare, lontano dallo smog delle nostre città decadenti, in mezzo a un prato smeraldo, pieno di alberi in fiore che sorreggono cieli di speranza, azzurri e lilla.
Voglio aprirla da solo. Il tuo amore soffiava come il levante dentro di me, ma ho bisogno di creare la mia vibrazione. Di amarmi. E’ per questo che sono pronto a lasciarti. Perché sono pronto a cambiare.
Ecco, è ora.
Guarda.
Clack, clack.
Un soffio. Fiuu.
Aria.
Eccola, la vita.

 

Giosvami Cuccu Laboratorio Giovani
Le posizioni possono sembrare casuali ma sono completamente diverse …e questo sta a significare che in questo momento ognuno è in una posizione diversa ma allo stesso tempo siamo tutti vicini.
il virus non può fermare i sentimenti e per questo vi regalo questa attimo di gioia in tutta questa sofferenza…. perché l’importante è trovare una soluzione! Però va fatto col sorriso! Quella è l’unica arma di cui mi vanto e che non mi abbandonerà mai!
Gosva

 

Marzio Gavriel Canova Teatro Bambino 1
Romeo in erba

 

Imperatrice Paola Fuori concorso
Se questo non è amore

 

Noemi Egizzo Laboratorio Giovani Adulti

 

Anna Panza Laboratorio Musical

 

Ambra Passetti Laboratorio Giovani Adulti
Amore? Che cos’è Amore?

 

Maria Grazia Ambrosino Laboratorio Adulti
L’affacciarsi della vita al tempo del coronavirus:

Visita il Teatro Goldoni

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