Fortezza Vecchia - Dal 09 Luglio al 10 Luglio 2022
Orario/i: 21.30

 

Mascagni Festival

9/10-7: PINOTTA di Mascagni per la prima volta a Livorno

Sabato 9 Luglio e  Domenica 10 Luglio, ore 21.30
Fortezza Vecchia, Livorno – Palco della Cisterna
PINOTTA
Idillio in 2 atti di Pietro Mascagni
Prima rappresentazione: 23 marzo 1932, Teatro del Casinò di Sanremo

in apertura CONCERTO MASCAGNANO
Vincitori del I° Concorso internazionale “Voci Mascagnane”
e Solisti della Mascagni Academy
Coro e Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno
regia Giulia Bonghi
direttore Francesco di Mauro

Novanta anni fa debuttava a Sanremo l’opera Pinotta di Pietro Mascagni. In questo significativo anniversario, ho pensato (precisa il direttore artistico Marco Voleri) che il Festival Mascagni fosse lo scenario ideale per rappresentare, per la prima volta, questa opera nella sua città natale”.  La messa in scena della rarità mascagnana, sarà preceduta da un concerto per soli e orchestra, con la partecipazione dei cantanti vincitori del I° Concorso “Voci Mascagnane” e selezionati dalla Mascagni Academy, percorso di alto perfezionamento giunto alla sua seconda edizione che ha visto la partecipazione di docenti di fama internazionale.

“È importante – continua il direttore artistico Marco Voleri – ripartire insieme alle istituzioni, agli sponsor e ai mecenati, che dall’inizio di questo progetto ci sono stati vicini, nonostante gli anni duri che abbiamo passato. Vicini con l’intento di creare una rete sempre più importante che possa far crescere il Mascagni Festival e renderlo negli anni anche fulcro dell’offerta turistica e culturale di un territorio che ha molto da raccontare”.

LA TRAMA

L’azione si svolge in una filanda in Lombardia nella seconda metà  dell’Ottocento.
Durante  il preludio  si odono  le voci degli zeffìri che  annunciano  “la dolce istoria” che si  svolgerà sulla scena.
Alle prime luci dell’alba le operaie e gli operai si accingono  ad andare al lavoro e si avvicinano alla filanda. Li accoglie Padron Andrea e li invita  a lodare Iddio: il coro alza una preghiera alla quale si unisce Pinotta, una delle filatrici (“Santa Maria, dall’intimo del core mi esce un accento”).
Baldo, un operaio, si avvicina ad Andrea e cerca di confidargli qualcosa. Il padrone  intuisce ed anticipa le parole del giovane: egli vuol parlargli di Pinotta. Alla filanda ormai tutti lo sanno e Baldo sarà ben fortunato se Pinotta accetterà  il suo amore. Mentre Baldo si anima nella speranza (“Il mio sogno d’amor oggi s’avvera?”), Pinotta pensa ai suoi genitori scomparsi intonando malinconicamente un “rispetto” (“La mamma mia che, poveretta, è in cielo”) e pensa che solo l’amore di Baldo potrebbe consolarla e non farla più essere sola (“in cor mi scese un sovrumano incanto”). Andrea, notando la sua tristezza, le si avvicina e cerca di rasserenarla esaltando l’incanto della primavera (“È il maggio, il dolce mese degli amori”); poi invita le filatrici a cantare mentre iniziano il lavoro (“Gira, gira, annaspa, annaspa, torci il filo”).
All’inizio del secondo atto, gli operai escono in fretta dalla filanda mentre cadono le prime ombre della sera (Coro: “Ormai si sa, è verità”). Le campane suonano l’Ave Maria. Pinotta rimane sola, alza gli occhi, scorge una stella, rivolge al cielo calde parole (“Quanto nel cor mi scende grato e dolce il loro canto festivo!”) e spera che Baldo ricambi l’amore ancor celato nel suo cuore di fanciulla (“Suscita a lui nel petto un palpito d’amor”). Ed ecco che giunge il giovane, le si avvicina, si dichiara.  Pinotta si schermisce, ma è vinta. La luce della stella illumina i due innamorati (“Vivrem felici – sciogliendo gl’inni del nostro amore”).

 

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